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Tre giorni a Cosenza

La settimana scorsa sono stato per lavoro tre giorni a Cosenza.
Per me era la prima volta che andavo in Calabria.

Certo, non posso dire adesso di conoscerla o di averla visitata, ma certamente ne ho avuto un assaggio e posso farmi un’opinione di questa regione italiana.

Per arrivare a Cosenza abbiamo fatto tutta una tirata da Nola lungo la Salerno-ReggioCalabria: Mitica!! Avevo sentito nominare tante volte questa strada e mai l’avevo percorsa prima d’ora. Be, vi dico che credevo peggio! Ok, alcuni tratti sono.. come dire.. pittoreschi, ma alla fine è gestibilissima!
Lungo il viaggio di andata unica pausa all’autogrill di Castrovillari dove invece del solito “Camogli” o “Fattoria” abbiamo scelto un panino col salame calabrese e pecorino dal chioschetto accanto che vendeva prodotti tipici: pane duretto ma buono.

Arrivati a Cosenza di corsa al lavoro nella locale sede della mia azienda fino alle 19 quando siamo andati a prendere possesso nelle nostre camere all’Holiday Inn. Il tempo di rimettersi in sesto, cambiarsi e siamo usciti per la cena.
Dietro consiglio di alcuni colleghi abbiamo cenato a “Il setaccio“: locale davvero molto bellino e rustico, con tante foto di vip (anche Berlusconi) appese alle pareti; da provare assolutamente come primo piatto le “lagane e ceci“. Peccato che non avevano dolci quella sera. Preso gli altri primo e secondo e liquore alla fine abbiamo speso 14 euro a testa: pochissimo!
E così, per placare la voglia di dolce del mio capo siamo andati alla ricerca di un bar/pasticceria aperto di sera per solleticare degnamente le nostre papille gustative.
Siamo finiti così in una conetteria dove ho visto (e mangiato) il cornetto più grosso della mia vita!
Una cosa ENORME al punto che alla signora al banco ho detto:
“Mi scusi ma questisono cornetti o pagnotte?” 🙂

Fra l’altro oltre che grossi erano pure molto buoni, fragranti, leggeri e disponibili con una decina di ripieni a scelta; per me alla crema.
Fatto felice il capo, siamo andati a letto.

L’indomani, tutto il giorno al lavoro, poi la sera, dopo esser ripassati a sistemarci in hotel, siamo andati in centro a Cosenza alla ricerca di un altro bel posto dove mangiare; cosa non facile dato che era domenica ed era quasi tutto chiuso!
Alla fine, accanto al Duomo, abbiamo trovato aperto Calabria bella, osteria/pizzeria tipica.
Locale accogliente, arredato con gusto e in maniera semplice. Il cameriere che ci ha servito era uguale a Marzullo, tant’è che quando è venuto a prendere l’ordine ero tentato di dirgli:
“Si faccia una domanda e si dia una risposta”.

Alla fine ho preso un bell’antipasto della casa con salumi, formaggi, ‘nduja, olive schiacciate ecc ecc e di secondo uno stracotto di manzo al cirò rosso.
Tutto molto buono. Preso poi anche dolce, bibite e liquore finale abbiamo speso 27 euro a testa.

Prima di rientrare in hotel ci siamo fermati in un locale dal nome accattivante ed esplicativo: “El Mojito“.
L’idea era quella di bere un mojito (ma va?) e invece abbiamo trovato un bel posticino con musica dal vivo! Era presente infatti un trio di voce, piano e sax/clarinetto che eseguiva un repertorio jazz/blues.
Molto bravi.
E’ stato bello che anche alcuni clienti a un certo punto si sono avvicinati al palco e hanno cantato, dimostrando fra l’altro notevoli qualità canore.

Poi a ninna e l’indomani ultima mattinata di lavoro per poi rientrare a casa nel pomeriggio.
Sono stati tre giorni carini, sono stato bene e ho consociuto bella gente.
Devo dire però che Cosenza come città non mi ha fatto una bella impressione… ho apprezzato il basso costo della vita, ma di “bello” ne ho visto ben poco…

3 commenti su “Tre giorni a Cosenza”

  1. Due cose mi colpiscono: l’insistenza su cibo e pasti e la parola “capo”. La prima non si coniuga bene col fatto che vuoi diventare magro, bello e bene-stante. La seconda mi fa strano perchè anche te sei un “capo” ma scrivi e parli sempre di te come di uno subordinato e non come uno che è capo a sua volta di qualcuno. Se fossi tra gli psicologi che fanno selezione questa sarebbe una delle prime cose (sfavorevoli) che noterei ;-)Detto questo, la domanda è d’obbligo: quando vai tu in giro con uno dei tuoi dipendenti scelti dove ti fai accompagnare la sera dopo cena? :-)))) Saluti dalla splendida Pisa. Pietro

  2. Sul discorso “cibo” hai ragione.. dovrei pensarci un po’ meno.
    Sul discorso “capo” non condivido totalmente; è vero che anche io lo sono, ma ricordati che sopra di me c’è sempre qualcuno.. e sempre ci sarà 🙂 Un po’ come nell’esercito..
    Del resto in quei tre giorni ero in compagnia di un mio superiore, non di un mio subordinato.. quindi, di chi potevo parlare se non del mio capo?

  3. Beh, va bene che sopra di te c’è sempre qualcuno, ma ci sono anche persone sotto di te!!!! Perchè non ci parli un pò di te in quanto “capo”, come sei, cosa fai, che tipo di autorità rivesti, che stile di leadership hai… Sei un capo, fai un post da capo no? 😛 E poi non hai risposto alla mia domanda: se tu uscissi con un tuo dipendente, dove ti faresti accompagnare? ;-)Saluti dalle incantevole Pisa 😉 Pietro

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