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Il troppo-museo: Le Louvre

Anche quella della visita al Louvre è senza dubbio un’esperienza impegnativa che merita di essere fatta.
Quasi dodici ore all’interno di questo enorme palazzo, camminando lungo chilometri di corridoi, non sono comunque bastati per poter vedere (e degnamente apprezzare) la totalità dei capolavori d’arte qui conservati.
Credo che il più grande pregio di questo museo (la sua straordinaria completezza) sia al tempo stesso il suo peggior difetto dato che in mezzo a questo mare di opere la maggior parte di esse finiscono per essere viste di sfuggita, o perse del tutto.
Ecco che allora si deve cedere al japan-style che prevede un numero preciso di tappe alla scoperta delle sole opere più celebri e “famose” (non è sempre detto che siano le più importanti).
Un po’ come al cabaret, che tutti cercano la soubrette di spicco, la ballerina “solista”.
Vedi la Gioconda ad esempio… tutti la cercano forsennatamente tra i corridoi (per fortuna il percorso che porta a lei è ben evidenziato) e appena raggiunta la sua sala si mettono ansiosamente in fila in attesa di esserle al cospetto per vederla, o ancor meglio fotografarla.
La fotografano tutti, con qualsiasi mezzo, videofonini compresi, e se ti vuoi soffermare un po’ di più cercando di carpire il suo segreto, o semplicemente per cercare di trovare il verso delle pennellate, ecco che i trecento assetati che ti stanno dietro iniziano a spazientirsi, e devi toglierti dalla fila.
Nella foto a lato ho voluto raffigurare proprio loro, gli ammiratori della “soubrette” del Louvre.

2 commenti su “Il troppo-museo: Le Louvre”

  1. Vero. Io al Louvre ci sono stato una sola volta, durante la mia prima volta a parigi (1990), all’epoca non c’era ancora l’ala Richelieu, la piramide era appena stata terminata. La gioconda era un quadro in una sala assieme ad altri quadri. Vero. e’ troppo grande. e’ un po’ come quando abbiamo cominciato con gli mp3, poi siamo finiti a scambiarci i dvd con gli mp3 sopra (perche’ volevamo piu’ musica), poi siamo finiti a non ascoltarla piu’ del tutto…perche’ ne avevamo troppa, ed e’ diventato piu’ importante collezionarla che non ascoltarla.

  2. Il tutto rimane affidato alla nostra responsabilità. La musica possiamo sempre decidere di ascoltarla un po’ di più, socì come il Louvre possiamo decidere di visitarlo in maniera più organica, magari passandoci diverse giornate.
    Fossi parigino, lo farei.
    Ciao, Ale.

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