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Festival Gaber a Viareggio (bravo Cristicchi, grande Renato!)

Sabato sera, scappato dal lavoro, ho raggiunto i cari Manu e Sergio a Viareggio per assistere al festival Gaber.
Il motivo principale per cui ci sono andato, lo confesso, è stato, oltre che per la compagnia di Manu e Sergio, per vedere Renato Zero.
Tra gli ospiti della serata, presentata da Enzino Jacchettone, oltre a Renato erano presenti anche Simone Cristicchi, Bob Messini, Articolo 31, Cesare Cremonini, Paola Cortellesi e a sorpresa Rossana Casale.

Il primo a esibirsi sul palco, di fronte a 4mila persone, è stato Simone Cristicchi, autore e interprete del “tormentone” dal titolo “Vorrei cantare come Biagio Antonacci” (ascoltala). Devo essere sincero nel dire che Simone mi ha colpito molto: ho scoperto in lui un personaggio brillante e interessante, che ha avuto forse la fortuna di azzecare questa canzone ma che non scomparirà nel giro di un’estate perché ha dimostrato sul palco di Viareggio di avere tante altre cose da dire. Simone ha infatti eseguito altri suoi pezzi molto divertenti e ironici, al tempo stesso orecchiabili e intelligenti. Bravo Simone, in bocca al lupo per la tua carriera!

Dopo Simone, merita di essere ricordata Paola Cortellesi, che ha divertito il pubblico con la sua intelligenza prima e un suo cavallo di battaglia poi: “No perditempo”; per poi concludere interpretando 2 canzoni di Giorgio Gaber.

Ma la vera star della serata, senza ombra di dubbio, è stato Renato Zero. Era sotto gli occhi di tutti il fatto che il 99% del pubblico fosse lì quasi esclusivamente per vederlo.
Ho incontrato “sorcini” provenienti da tutta Italia, da Milano a Bari…
E Renato ha regalato un grande spettacolo.
E’ stato l’ultimo a esibirsi, arrivando in auto 10 minuti prima di salire sul palco.
Appena Iacchetti lo ha presentato il pubblico si è animato come non mai, applaudendolo e salutandolo a gran voce.
Lui ha cantato “Nel fondo di un amore” accompagnato dal solo pianoforte dal masetro Senesi; una canzona bellissima, ancor più bella grazie alla sublime interpretazione.
Poi Renato a recitato al pubblico una poesia-ricordo in onore di Giorgio Gaber, scritta da lui, e infine ha cantato “Non arrossire” in duetto con Rossana Casale.
La breve, ma intensa, apparizione si è conclusa poi con i saluti e ringraziamenti, e con un appello da parte di Renato a smettere di chiamare la loro musica “leggera”, dato che oggi più che mai, leggera non lo è affatto.

E’ stata un’apparizione fugace, lo ripeto, ma davvero intensa e carica di emozioni, che valeva davvero la pena di non perdere.

Alcuni (come al solito) sono rimasti delusi, forse perché troppo attenti alla quantità, piuttosto che alla qualità, io invece sono stato felicissimo di esserci stato.

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